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28.08.2006
Intervista a Roberto Saviano.

da Amlo

I libri sono importanti. Adesso, poi, che si pubblicano una vrancata di libri di merda, sono importantissimi. Adesso, poi, che i giornali scrivono solo di femmine e di vini da seicento euro la butteglia, sono ancora più importanti. Gomorra è un libro come se ne trovano pochi, un libro che spiega cos'è Napoli, che ti fa capire che Napoli è davvero il salotto del sud, ma ci stanno seduti comodi comodi i camorristi. Quella che segue è l'intervistina che mi ha rilasciato l'autore, Roberto Saviano (di fianco, nella foto di Piero Pompili). Leggetevela e compratevi il libro.
 

1)      Pensi che il tuo libro possa aiutare a capire, almeno un po', la realtà napoletana e campana?

 Credo che Gomorra possa essere un utensile, in grado di scardinare una cappa dacciaio calata sul nostro paese che ha smesso di raccontarsi. Non ci crederai ma non volevo raccontare Napoli né la Campania. Volevo raccontare il mio tempo. La condizione umana. Il turbocapitalismo. Volevo mostrare che la certezza di morte che hanno i giovani di camorra come cifra del nostro tempo. La morte non come rischio del mestiere ma come parte vincente di un percorso breve, brevissimo dove ha valore solo ogni possibile profitto ed ogni impedimento ad esseo è male, fallimento, merda. Tutto questo partendo dalle mie zone, da Secondigliano da Casal di Principe, dallinferno delle faide, dai loro investimenti in Scozia e a Taiwan. Insomma per strana magia, portare il lettore ad avere desiderio di vedere, vivere le terre infami che descrivo non come morbosa curiosità ma come unico modo per fissare in viso senza mediazioni lo sguardo del proprio tempo. Come scriveva Michael Herr: Vietnam Vietnam ci siamo stati tutti. Io con il mio libro ripeto: Scampia, Casal di Principe, ci siamo stati tutti.

 [...]

E, a proposito, cos'è che detesti dell'immagine della Campania che i media dipingono?

 Le menzogne pubblicitarie. La presunta città della cultura, i musei che sono il salotto cittadino, Cannavaro e DAlessio che appaiono come i pedagoghi delle nuove generazioni, e sono lassoluto contrario di qualsiasi idea di sacrificio, impegno e cristallinità. E poi anche il folklore più basso,  la terra della pizza e della mozzarella. Il sottosviluppo, la città degli scippi, del traffico e del rumore. Detesto anche questi luoghi comuni un po razzisti e petulanti. Tutto ciò che serve a coprire, a ridurre a minimo comun idiozia una delle realtà più complesse in assoluto. Questo io odio. Quando cè stata la rivolta delle banlieu parigine la prima cosa che hanno fatto diversi sociologi e intellettuali francesi è venire a Scampia e vedere come funzionavano gli equilibri di potere, come era possibile che la più grande periferia del mediterraneo non avesse mai subito situazioni di rivolta totale. Scoprirono così la camorra gli esperti francesi. Qui lo devono ancora fare i nostri.

 

  Il tuo rapporto con i media campani, com'è? Cosa ne pensi, in generale?

 Ho buoni rapporti. La cosa che mi fa più rabbia è che Roma e Milano hanno quotidiani nazionali mentre i quotidiani del sud rimangono a sud. Quando sfoglio il Corriere della Sera verso le ultime pagine trovo la pagina di Milano, mentre leggio il giornale ad Arzano! Ma perché? Sino a quando i giornali nazionali più importanti continueranno a stare a Roma e Milano non si riuscirà a monitorare e raccontare il sud e considerarlo territorio centrale e non appendice da assistere, sostenere, aiutare, reprimere. Anche perché non è più così. Da molto.  E il potere dei clan di cui si ciba il nord Italia e lEuropa tutta lo dimostra.

 

Per che squadra tifi?

 Albanova e Napoli. Ovviamente. Beh quando lAlbanova esisteva. E stata la prima squadra sciolta dallantimafia. Era la squadra di Casal di Principe, Casapesenna e San Cipriano dAversa. Gloriosa! Con il glorioso Ciro Muro che prima di passare allAlbanova era il vice di Maradona a Napoli.  Non perdeva quasi mai in casaa Casal di Principe. Chissà come mai. Il Napoli di Maradona me lo sono goduto tutto, fin nel fondo del bicchiere, fino alla posa. Indimenticabile.

 

Un ministro ubriaco ti garantisce poteri speciali contro la camorra. La prima cosa che fai?

 Lotta al lavoro nero, sicurezza sui cantieri, controllo delle cave, ossessione nel ciclo dei rifiuti. E dopo essermi ubriacato anchio, proporrei la legalizzazione della coca. Ma al di la dellubriacatura, camorra e liberismo, clan e meccanismi più avanzati dellimprenditoria internazionale coincidono perfettamente. Questo ho cercato di mostrare e dimostrare nel mio libro. E lazienda vincente del nostro paese, e assieme alla ndrangheta tra le più vincenti in Europa.  Per combattere la camorra bisogna pretendere la mutazione genetica dellimprenditoria e del mercato.

 

Per chi voti?

 Sono un convinto anarchista. Mi sono formato su Errico Malatesta e Michele Bakunin. Ma il meridionalismo di matrice liberale di Giustino Fortunato e socialista di Rocco Scotellaro e Gaetano Salvemini è allorigine del mio pensare politico. Ho una formazione strana. Non sopporto la sinistra corretta, non sopporto il sinistrume alla noi siamo i sani gli altri i corrotti e infami. Anche nella scrittura o nel giornalismo detesto la figura del redentore che attraverso la sua inchiesta e il suo editoriale stigmatizza il male e si mostra come nuovo indicatore di giustizia. Sarà perché io sono sporco dentro e mi piace per comprendere, compromettermi. Vivo in una terra dove la sinistra è marcia di responsabilità nellespansione dei poterei dei clan di camorra. La Campania ha avuto nella storia italiana il numero più alto di comuni sciolti per infiltrazione camorristica, 71 dal 1991 ad oggi. Un ex sindaco della Margherita, di un paese del napoletano, Melito, ha partecipato ad un omicidio. Non tangenti, subappalti. Omicidio. Queste notizie non escono fuori proprio perché cè uno strano paradigma ossia, sinistra uguale interruzione rapporti camorra politica. Menzogna. Non solo non è così ma la camorra ha saputo modificare il rapporto con la politica. Non è schiava dellassessore di turno, semmai è lassessore di turno che insegue i clan per avere maggiore possibilità non solo di rielezione ma di fare grandi cose. Avere i clan dalla propria parte significa avere, il cemento, i trasporti, i negozi, i centri commerciali.gli aeroporti. In Campania stanno per costruire il più grande aeroporto dEuropa. Sapete dove? Grazzanise. Terra di camorra, terra in mano ai casalesi. Chissà quanto cemento casalese benedetto da Sandokan sarà usato per costruire questa eccellenza italiana. Ho votato sempre a sinistra e credo che continuerò a farlo ma ho da ragazzino anche frequentato lMSI, eggiàpuò sembrare strano ma in terra di camorra PCI ed MSI spesso stavano dalla stessa parte. Prima dogni cosa la battaglia allimprenditoria criminale, poi il resto. In alcuni luoghi non raccontati dItalia prima di ogni divisione di programma e di lettura del mondo cera la battaglia ai clan. Ho un ricordo romantico di quegli anni perché ero adolescente. Un giorno verrebbe la pena raccontare tutto questo.

 

 Ultimo libro letto

 Illecito di Moises Naim (Mondadori)la fine del mondo. Bello e molto. E mi sto rileggendo sarà la decima volta il libro che ho avuto come modello per Gomorra: Dispacci (Alet edizioni) di Michael Herr

 

Ultimo disco (comprato eh, no scaricato)

 Chi more pe mmè dei Co Sang e scaricato Eric Clapton..

 

Progetti realizzabili, ne hai? E irrealizzabili?

 Ho in mente altri due libri a cui sto già lavorando. Sarà un lavoro lungo di anni. Questo per i realizzabili. Irrealizzabili? Beh riuscire ad avere la sensazione quando torno nel mio quartiere, a casa mia, di aver fatto qualcosa di valido, e non sentirmi addosso una sorta di senso di colpa con i soliti commenti maligni, con gli sguardi che ti pesano sul collo e il petto, con inviti ad andarmene. Come se avessi infangato la mia terra, come se avessi mostrato una ferita che era meglio fa marcire in silenzio e quindi ho indirettamente reso ancora più purulenta. Quasi come se fossi responsabile io stesso delle cose di cui scrivo. Ecco ho la stessa sensazione di colpa, insulto e rabbia di quando andavo a scuola da bambino e la gente nella classe mi chiamava marocchino, per la faccia da arabo. Colpevole per la faccia che porti, per come vivi e per quello che hai deciso di scrivere. Ma uscirne da questo senso di inadeguata situazione, è come la felicità, mi pare irrealizzabile.

pubblicato alle ore 12:06 [ Libri]
commenta leggi commenti (59)
23.12.2008
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scritto da handbags alle ore 04:02
22.09.2008
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scritto da federico alle ore 16:34
31.12.2007
bellissimo e coraggioso il libro, tanto quanto il suo autore...Peccato che il sistema-Italia non possa ormai essere più salvato da nessuno, è tardi per tutto e per tutti
scritto da Marco Benedetti alle ore 18:15
19.12.2007
Mi fa molto piacere leggere su tutta la simpatia e affetto che dimostrate a Roberto Saviano, spero che non e´un fuoco di paglia quest´euforia ma che porta ( non portera´) frutti
scritto da achiropita capalbo alle ore 14:00
01.11.2007
Gentile signor Saviano, sto finalmente leggendo Gomorra dopo averne sentito così tanto parlare. Lo leggo a "piccole dosi"; se leggo troppe pagine entro in una strana dimensione, surreale, da film sudamericano e non percepisco più se quel che lei racconta è realtà o finzione. Barbara
scritto da barbara speziali alle ore 15:07
25.10.2007
woof picture frame
scritto da alle ore 17:46
16.10.2007
Teksty Piosenek
scritto da teksty piosenek alle ore 15:58
15.10.2007
Caro Roberto il tuo libro è semplicemente fantastico!Dopo aver letto il "Codice Da Vinci"(il paragone può sembrare al quanto inadeguato,ma è solo per rendere l'idea...)ho letto molti altri libri ke non mi hanno assolutamente trasmesso nulla! Ma poi su consiglio di mio fretello...ho deciso di leggere il tuo libro ,era da più di un anno ke "riposava" sulla mensola...ke mi guardava..ogni volta ke passavo,mi gurdava e mi diceva :"Cosa apetti? prendimi" poi.. qualke giorno fa mi sono detta..mah...kosa potrà succedermi se lo leggo...al massimo avrò un altra delusione.E INVECE NO dalla prima all'ultima pagina sono stata col fiato sospeso,provando una serie di emozioni ke non so spiegare,un misto di rabbia,entusiasmo,scetticismo,incredulità...e ho capito davvero DOVE e COME viviamo o più precisamente VOGLIAMO vivere perchè le cose possono davvero cambiare basta avere il coraggio di aprire gli occhi...!
scritto da ludovica alle ore 18:43
25.09.2007
Caro Roberto, ho avuto la possibilita´ di venirti ad ascoltare al Festval della letteratura di Berlino, citta´ nella quale vivo. Sei riuscito a diffondere un´atmosfera particolare e cosi´ intensa che miriesce difficile trovare una parola adatta. La tua passione, il tuo coraggio e la tua immancabile tenacia si avvertivano nella sala penso piu´ gremita dall´inizio del Festival. No, non ho fatto la fila per chiederti l´autografo, e´ una cosa che non mi piace. Mi sarebbe piaciuto parlarti ma non avresti potuto. E allora te lo dico adesso: bravo perche´ mi hai fatto emozionare e non solo perche´ sono napoletana come te. E´ soprattutto la tua voglia di andare avanti che mi commuove e allo stesso tempo mi da coraggio. Scrivi e non fermarti mai, te lo dico perche´ anche io e adesso piu´ che mai credo "nella parola letteraria, nella parola che rimbalza di bocca in bocca". Ti sono vicina Luisa
scritto da Luisa alle ore 18:17
29.06.2007
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scritto da alle ore 12:18
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scritto da alle ore 12:16
26.06.2007
MESSAGGIO PER ROBERTO SAVIANO E PER TUTTI I LETTORI: Anch'io ho partecipato alla serata conclusiva del Festival delle Letterature a Massenzio giovedì scorso. Per chi c'era capirà ciò che scriverò e per chi no c'era spero di sapervi rendere almeno un pò le profonde emozioni che ho provato e che sono certa il pubblico ha condiviso con me. Ho fatto volentieri alcune ore di fila per trovare i posti migliori e più vicini al palco e tutte le persone con cui ho parlato mentre aspettavo di entrare erano lì per Roberto. Forse ho visto un paio di persone con il libro di Chandra, non di più, mi dispiace per il bravo autore indiano ma era così! Fino a quando non abbiamo visto Roberto salire sul palco non ci credevamo. Io e Gloria (vedi commento precedente) forse peccando di pessimismo pensavamo cose tipo: "Ora uno della scorta, un poliziotto nota un movimento sospetto e Roberto se lo portano via". Per fortuna non è stato così. Mentre l'autore di Gomorra leggeva "L'anello" eravamo tutti rapiti, all'inizio era teso, le parole gli morivano in bocca prima del tempo, man mano che procedeva però proprio come accade al lettore del suo capolavoro ti trascinava dentro il racconto facendoti dimenticare di qualsiasi altra cosa. Sicuramente non pensavamo che si sarebbe fermato per firmare le copie dei suoi lettori invece appena terminata la musica ce lo vediamo arrivare davanti. Mi sono uscite le parole di bocca senza controllo, non mi sembrava vero: " E' stato già un miracolo poterti ascoltare, ora vieni anche qui tra noi, non ci credo!" Roberto mi ha ringraziato e ha addirittura scrito "A Vale!!" sul mio Gomorra. Non dimenticherò mai quel momento. E' anche grazie a una persona speciale come Roberto che oggi sento di avere meno paura di un tempo. Non vedo l'ora di vedere lo spettacolo teatrale tratto da Gomorra (a Roma al teatro Valle dal 27 novembre all'8 dicembre)e il film prodotto dalla Fandango. Anche se non conosco Roberto al di là di quei pochi istanti di giovedì scorso e forse purtroppo non avrò mai l'onore di annoverarlo tra i miei amici più cari vorrei che tramite questo blog sapesse quanto è importante per me. Caro Roberto, eri bellissimo, penso a te ogni giorno e prego per te perchè la tua vita complicata e sorvegliata ti sia il più lieve possibile, perchè sia piena di serate come quella di Massenzio. Quella sera abbiamo vinto Roberto. C'era solo la potenza dela letteratura, c'era l'amore. L'orrore e la paura erano lontani. Grazie Roberto! probabilmente non mi leggerai ed è ancor meno probabile che tu mi possa contattare ma sappi che per qualsiasi cosa io ci sono e sento di volerti bene e di esserti grata, grazie di esistere! Valeria
scritto da Valeria alle ore 12:18
25.06.2007
Ciao Roberto,
giovedì 21stavo al Massenzio, mi sono messa in fila prestissimo insieme a tante altre persone ed era bello vedere che di minuto in minuto aumentavano sempre di più, mia zia non è potuta venire (una delle tante persone che "lavora" con Don Ciotti non è riuscita a venire), stava male ed era dispiaciuta, perchè voleva vedere con i suoi occhi altre persone che, come lei, credono che QUALCOSA SI POSSA ANCORA FARE......quando ti ho scritto la prima volta (dopo aver letto il tuo libro), dentro di me covava la triste sensazione che non ci fosse più speranza, ma al Massenzio la tua ennesima dimostrazione di coraggio ha riacceso la speranza in me, anche il tuo rischioso gesto di venire fra la folla che ti chiamava, per dedicare loro un attimo a chi era stato sotto il sole ore per poterti ascoltare, vedere e dirti <>.
Grazie Roberto, come ti ho detto quando mi stavi firmando il libro, uno dei pochi autografi che vale la pena avere è il tuo, non so se avrò figli, ma di sicuro anche ai figli degli altri potrò dire che il 21 giugno del 2007 ho stretto la mano ad un vero eroe.
Con stima e affetto a te e a tutti i Giovanni e i Vincenzo caduti e creduti camorristi solo perché nati nella terra che nasce con una colpa.
Gloria
scritto da Gloria alle ore 09:13
24.05.2007
E' bello sapere che in Italia nascono ancora UOMINI come Roberto. Grazie co'core.
scritto da Raffaele Di Maio alle ore 23:34
20.05.2007
Gomorra è un libro da regalare ai giovani, ai giovani del Sud e non solo. Ogni insegnante che auspica "un domani migliore" sa che solo attraverso i giovani, se motivati lo si potrà ottenere. Bene ha fatto la Mondadori a pubblicarlo e a promuoverlo senza riserve e bene ha fatto il Premio Vittorini a conferire a Roberto Saviano il Premio Speciale Vittorini per la scuola! Attendiamo tutti il 25 giugno lo scrittore a Siracusa!
scritto da Arnaldo alle ore 18:35
08.05.2007
Ho terminato la lettura del libro ieri sera...ed ho pianto, un pianto nervoso di chi non ci sta e si chiede"possibile che la nostra Italia sia anche tutto questo marciume e nessuno (e quando dico nessuno mi riferisco ai nostri cari politici che sanno ma fingono di non vedere ne' sentire.....)si preoccupa di denunciare, eccetto un coraggioso 28enne che ha in tal modo sacrificato la serenita' della sua quotidianita' anche per quelli che ora lo isolano e lo infamano...???!!!Complimenti soprattutto a quella "gran donna" che è Rosa Russo Iervolino......VERGOGNA perche'col suo comportamento anti Saviano avalla quello che è l'illecito impero economico camorristico. Grazie Roberto per averci dato la possibilita' si sapere....
scritto da Franca Rita alle ore 11:25
03.05.2007
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scritto da LFJ alle ore 11:26
23.04.2007
il “PIZZO” Nazionale: causa d’impoverimento del Paese. In omaggio al coraggio dei tanti Giovani calabresi e siciliani, che si vanno mobilitando per contrastare le mafie locali, e per opporsi al pagamento del pizzo, vorrei spiegare come e dove nasce il padre di tutti i Pizzi: quello imposto dal Comitato del Malaffare Nazionale attraverso l’allegra gestione della Spesa Pubblica; il pizzo prelevato dagli Appalti Pubblici: di opere, forniture e prestazioni varie; preteso da una Politica malata e sprecona; gestito da una Burocrazia corrotta e famelica; tollerato da una Giustizia inconsistente ed a volte collusa. Il Pizzo che cresce a dismisura per soddisfare le “crescenti esigenze”; che sottrae risorse a beni comuni e servizi, basilari e indispensabili; che soffoca con nuove tasse l’attuale popolazione; che grava sulle generazioni future con un Debito pubblico in aumento; che impoverisce il Paese, ad eccezione dei Malfattori, naturalmente. Il tutto avviene – secondo un Oscuro Disegno – nella logica dell’emergenza. Che, quando non arriva naturalmente, la si crea con artifizi e stratagemmi. Tali da innescare le procedure d’appalto della somma urgenza, o della gestione commissariale; tali da vanificare ogni controllo previsto dalla gestione ordinaria. Partendo da quel ch’è accaduto e tuttora accade in Basilicata, descrivo gli strumenti legislativi di questo Disegno, nonché le sedi istituzionali dove si decidono strategie e tattiche, “Accordi di programma” e diavolerie simili: tutti rivolti alla spartizione delle pubbliche risorse. La cabina di regia è nel C.I.P.E. (Comitato Interministeriale della Programmazione Economica): una specie di Governo Parallelo, inventato dalla prima repubblica in sostituzione del vituperato Sottogoverno di una volta, attraverso il quale – si ricorderà – avveniva allora la spartizione della torta. Due clamorosi esempi di allegra gestione effettuate dal CIPE negli anni ottanta sono senz’altro le due Delibere: del 6 febbraio 1986 (Gazzetta Ufficiale n. 71 del 26.03.1986) e del 12 maggio 1988 (Gazzetta Ufficiale n. 144 del 21.06.1988). Con le quali furono stanziati dei fondi destinati allo sviluppo: Fondi F.I.O. (Fondi Investimento Occupazione), per circa 11.000 miliardi di lire (di cui 500 miliardi per la Regione Basilicata) che non produssero un solo posto duraturo di lavoro. Esaminando le suddette delibere, si ha la dimostrazione di come si inventa l’emergenza: si approvano interventi multimiliardari senza uno straccio di progetto, e si stabilisce l’avvio dei lavori entro 120 giorni, pena la revoca del finanziamento. In tal modo scatta l’urgenza, e la “necessità” di ricorrere alla “procedura dell’Appalto concorso”, disciplinata dall’art. 24 - primo comma - lettera b), della legge 584/77; con il metodo dell’offerta “economicamente più vantaggiosa”. E’ una norma che prevede l’aggiudicazione della gara sulla base di una ”serie di elementi di valutazione”, tra cui il minor prezzo, unico elemento oggettivo, che però conta poco (o niente) a confronto degli altri elementi: tutti fantasiosi, pretestuosi e soprattutto discrezionali. E’una norma che permette di affidare i Lavori a chi chiede il prezzo più alto. Quindi è “vantaggiosa”, ma non per l’Ente pubblico, bensì per l’Impresa aggiudicataria, che in tal modo riesce a realizzare utili fino all’80%. Per colmo, non si usa più la contabilità dei Lavori; che vengono liquidati “a corpo” e non “a misura”. Così si evita ogni effettiva verifica sulle opere realmente eseguite. Si tratta insomma di un diabolico marchingegno inventato da Tangentopoli che - grazie alla discrezionalità consentita - sottrae di fatto la gara alla libera concorrenza; fa lievitare a dismisura il costo delle opere; consente di pilotare la gara a proprio piacimento; e regolamenta il patto non scritto tra le parti contraenti; patto che suona all’incirca così: “Ti affido l’appalto per una spesa di 100 (anche se l’opera ne vale 20) a condizione che di quei 100 me ne ritorni almeno 40”. E’ una specie di gioco di prestigio che trasforma la gara d’appalto in una partita al “mercante in fiera”, in cui l’opera è solo un pretesto: una “base” per costruirci l’Operazione spartitoria. In questo modo, il “Grande Appalto” di opere pubbliche diventa una grande tavola imbandita: c’è posto per tutti, e l’importo dell’appalto viene commisurato non più al costo dell’opera ma al numero e all’appetito dei commensali. L’alto margine di guadagno prodotto, oltre che garantire il “ritorno per il committente”, consente di “soddisfare” ogni acquiescenza e di “tacitare” ogni resistenza. Il banchetto di solito è organizzato dalle Grandi Imprese: per carità, tutte aziende al di sopra di ogni sospetto. Ma tra i commensali ci deve essere necessariamente (tra cottimisti, fornitori, progettisti, consulenti, subappaltatori etc…) anche chi è disposto ad emettere fatture false. Senza le quali non è possibile costituire fondi neri… e distribuire mazzette. La stessa norma, si badi bene (sotto altro nome ma con identico marchingegno), muove i pianeti di Forniture, Prestazioni, Pulizie, etc… Grazie a questa famigerata norma, i suddetti 500 miliardi di lire – Fondi FIO spesi in Basilicata negli anni 80 per “Sistemazioni idrauliche” lungo i fiumi lucani – produssero opere semi-fantasma di cui è difficile trovarne traccia; opere liquidate “a forfait”; realizzate a metà ma pagate per intero; o pagate due volte. Furono insomma delle truffe miliardarie: organizzate, avallate e “collaudate” dalla Burocrazia regionale; ed impunemente consumate nella consapevole indifferenza dell’Autorità Giudiziaria e della Corte dei Conti. Sulla stessa falsariga si continua tuttora: vedi Accordo di programma del 28.07.2003, tra CIPE e Regione (DGR 1383/2003), con il quale sono stati stanziati e dilapidati altri 25 milioni di euro lungo i fiumi lucani, con vere e proprie “rapine” come quella commessa per la “Sistemazione del torrente S. Nicola di Nova Siri”. Riferendosi alla serie di appalti degli anni 80 in Basilicata, l’allora deputato On. Nicola Savino di Potenza, in una interrogazione parlamentare (n. 5-01750 del 13.10.1989), esprimeva tra l’altro la seguente inquietante preoccupazione: “l’adozione del metodo della contabilizzazione “a corpo” e non “a misura”, per quanto legale, rende tanto superficiali i controlli da consentire guadagni illeciti, i quali possono innescare processi di degrado sociale… e fenomeni di criminalità diffusa”. E difatti, dopo qualche anno (1992) esplose lo scandalo di Tangentopoli. Dove fu proprio questa norma a “regolare” gli accordi intercorsi tra tanti “Mariuoli” che produssero la diffusa “Dazione ambientale” scoperta dal pool “Mani Pulite” e dal Magistrato Antonio Di Pietro, a cominciare dalle Pulizie del Pio Albergo Trivulzio. Dopo quel terremoto questa norma era andata in disuso, ma poi ricomparve con la legge 109/1994 (art. 21). Tornata di nuovo in ombra per qualche incidente tangentizio, è stata di recente dissotterrata col Decreto legislativo n. 163 del 12.04.2006 (art. 83), perchè “imposto” da una Direttiva CE. A quanto pare, sfruttando la “copertura” europea, si riesce a camuffare le “porcate” legislative nazionali in “Leggi ispirate dall’Alto”. Non so dove ci porta l’Europa, ma una cosa è certa: la norma in questione disonora il Parlamento italiano. E’ destabilizzante più di cento Brigate rosse. Consentire l’uso di questa norma ai tanti Gaglioffi annidati nella struttura pubblica, è come fornire un grimaldello ad uno scassinatore. Anzi, è come consegnare le chiavi di un condominio a dei ladri d’appartamento. Per ironia della sorte ora tocca proprio al Ministro Di Pietro (II°) applicare questa assurda norma nella gestione dei Lavori Pubblici. E mentre continua ad agitare, a chiacchiere, la spada degli improbabili “Valori” d’Italia, non si accorge che, nella pratica corrente del suo dicastero, fornisce l’alimento alle Grandi Malefatte: applicando appunto questa norma nei Grandi Appalti Nazionali. E’ auspicabile che se ne renda conto e si adoperi per abrogarla. Che non si limiti ad usare il naso del Poliziotto (come fece il Di Pietro I°) alla ricerca perpetua di malfattori. Che usi piuttosto la testa del Politico. E che riesca a individuare e neutralizzare gli oggettivi strumenti usati dal Malaffare: le Leggi, appunto. E’ altresì auspicabile (la speranza è sempre l’ultima a morire) che il Parlamento provveda a ripristinare, e con più rigore, il reato di “Abuso d’Ufficio”, da cui si genera l’Arroganza-menefreghismo-strapotere della Burocrazia, nonché il vergognoso lassismo della Magistratura ed il conseguente Sfascio del Paese. E provveda a smantellare la miriade di Strutture parallele, a cominciare dal CIPE, nate nella logica della spartizione del potere gestionale, e scevre da ogni responsabilità. Per un futuro migliore, per il loro futuro, è sperabile infine che i Giovani prendano coscienza anche di questi problemi, e che si mobilitino per debellare questi due Mostri: lo Spreco e l’Illegalità. Due mostri che si inseguono e si alimentano a vicenda, e distruggono la Democrazia. Il Potere li usa per rafforzarsi, creando sudditanza, servo-assistenza e voto di scambio. La Società civile li subisce perdendo cittadinanza e possibilità di sviluppo. Nel contesto che ne segue prevale il Malcostume; si mortifica la Dignità; non c’è spazio per la Legalità. E così via, verso la morte dello stato di Diritto. Dopo di che arriva la giungla …ed alla fine rimaniamo fregati TUTTI. P.S. – Leonardo Sciascia amava ripetere che l'arma, più efficace per combattere e vincere la mafia, è la Legge. A quanto pare, chi ha veramente capito il concetto è la Controparte, che si è fatto le leggi su misura per imporre il suo Sistema. Nel mondo dei Grandi Appalti, la norma in questione ha il valore di un vero e proprio Comandamento: “VIETATO NON RUBARE”. E solo chi rispetta tale regola può entrare nel giro. Sono le leggi il vero piccone usato dall'Antistato per demolire, mattone dopo mattone, lo Stato democratico. Sono le leggi a consentire la massima discrezionalità e lo strapotere a Coloro che gestiscono la cosa pubblica, ed a trasformarla in Cosa loro. Sono le leggi a permettere una sempre più Allegra gestione delle risorse, a fornire gli strumenti per truffe e rapine, ed a garantirne l’impunità. La cronaca giudiziaria ci informa ormai ogni giorno di appalti truccati e pilotati, di arresti di politici amministratori ed impresari, sorpresi “con le mani nel sacco”. E’ un fenomeno che si espande a vista d’occhio sul territorio nazionale. Inseguire i Malfattori – senza neutralizzare le norme truffaldine che consentono di gestire le risorse a loro piacimento: senza controllo (senza contabilità) e senza dover rispondere dei risultati – serve solo a produrre “alternanza e rotazione” tra i Soggetti. Ma il Malaffare non si ferma. Anzi, si ramifica e si moltiplica. Ed il Pizzo ci costa ancora di più. Da Fontamara, 13 aprile 2007. Nicola Bonelli - Tricarico (Mt) - (348.2601976) Questo ed altro sul sito: www.fontamara.org Nota bene: la presente è stata inviata per fax: al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (n. 0646993125); al Presidente del Senato Franco Marini (n. 0667062022) al Presidente della Camera Fausto Bertinotti (0667603522) al Capo del Governo Romano Prodi (n. 066794569); al Ministro Antonio Di Pietro (n. 0644267283). Se condividi… Passaparola… Manda un fax… Puoi intervenire al dibattito in corso su questo articolo, cliccando su: http://www.comincialitalia.net/extra.asp?id_tipologia=33&id_articolo=2606
scritto da nicobon alle ore 18:45
23.04.2007
se le persone avessero la metà della onestà di roberto,vivremmo in un mondo "giusto".Ho letto il libro straordinariamente straordinario.
scritto da loredana alle ore 15:14
19.04.2007
Non ho mai "divorato" un libro in così breve tempo. In soli due giorni. Con i brividi addosso e la rabbia che cresceva istante dopo istante. Vivo anche io a Napoli e conosco in parte le schifose dinamiche di un potere ecomimico sconfinato che, purtroppo, in molte forme regge l'altro "Sisitema" cioè quello legale. Mi sembra adesso che di "Sistema" ne esista uno solo. La capillarizzazione dell'illecito nutre e ossigena il mondo economico retto da ideologie liberiste. Forse troppo liberiste. Quelle stesse che si compiacevano per essere state lungimiranti nel prevedere il crollo di una ideologia diversa cioè quella comunista. Aggiungo non sono comunista. Adesso credo e sò perchè il sistema capitalistico non avrà vita breve. Non so come ringraziarti Roberto. Non riesci ad immaginare le forti sensazioni che ho provato leggendo ogni pagina, ogni riga, ogni parola. Mi sembrava di averti accanto. In un mondo fatto solo di reality show, veline, calciatori, sei un faro di luce. Vorrei conoscerti, parlarti da vicino, vorrei ascoltare la tua voce e vorrei anche io raccontarti tante cose, ma davvero tante, sono un medico e ne vedo di tante. Spero un giorno di poterti incontrare. Ho lo sguardo ormai disilluso, e la rabbia cresce sempre più quando correndo in macchina percorro il famoso asse mediano. Ti voglio bene. Scusa l'esternazione ma sono schietta e sincera e mi piace dire la verità. Sei un uomo coraggioso e per dirla alla napoletano "Si tu o' buono". Un bacione Valeria
scritto da Valeria Familiari alle ore 20:00
15.04.2007
ciao roberto, sono una chica italiana, napoletana ke vive in spagna....il tuo libro fantastico, quando leggo, e come se tu fossi li accanto a me a raccontarmi, il racconto viene dal profondo delle viscere...e superfuerte!!!
scritto da robi alle ore 11:19
11.04.2007
Forse Veronica non sa che l'ignoranza alimenta il potere dei prepotenti.Saviano ha dimostrato un coraggio raro denunciando lo squallore che caratterizza la nostra società. Per dare sfogo alla sua rabbia ha scelto l'arma più nobile e potente, e per questo molto temuta (la storia DOVREBBE insegnare):parole su carta, su cui è impossibile non riflettere. Cara Veronica, per me non ci sono dubbi, il libro di Roberto Saviano meriterebbe il Pulitzer!
scritto da Lakshmi alle ore 15:22
10.04.2007
Come tanti in questi giorni di festa,mi sono ritrovata a leggere"GOMORRA",in treno,durante un lungo tragitto.Tra disillusione,rabbia,e una crescente consapevolezza l'ho divorato.Sento Roberto vicino,pur abitando in una realtà,almeno apparentemente,differente;ma sopratutto mi ha colpita,in maniera quasi fisica,il suo modo di scrivere.Ho sentito un languore allo stomaco,non potevo fare a meno di rileggere ancora...., compiacermi per aver finalmente scelto e trovato qualcuno che con il suo modo di scrivere,descrivere,narrare mi emoziona ancora..... Grazie,sono in debito con te,spero almeno di offrirti un caffè quando passerai di qua....
scritto da gilda alle ore 15:37
09.04.2007
Ho potuto capire benissimo il sig saviano e un opportunista puro senza idee politiche chiare un saluto
scritto da nerone alle ore 01:58
02.04.2007
leggendo il libro di roberto saviano, mi sono accorto subito di una cosa: Che non è un libro normale per i nostri tempi! Intendo dire che,vivendo in'un epoca dove la censura preventiva la fa da padrone sia a livello televisivo e cartaceo, dove personaggi di livello intelletuale elevatissimo(ad es. enzo biagi,lutazzi,i guzzanti,grillo ecc.),vengono letteralmete "cancellati"perchè ritenuti persone capaci di aprire la mente alla gente, di far vedere quello che c'è realmente intorno a noi, e non quello che ci vogliono far credere I tg e la stampa di oggi. saviano con il suo libro, mi ha impressionato sopratutto su alcune cose: la sua determinazione nel cercare la verità attraverso prove concrete, fatti realmente accaduti e anche grazie a quelle che io chiamo "testimonianze involontarie" cioè di persone, legate al sistema che involontariamente raccontano a saviano il loro ruolo da "dirigenti", all'interno del sistema. per non parlare poi della capacità dello scrittore nel descrivere nei minimi dettagi come funziona a livello dei clan, ma sopratutto a livello economico la camorra,ma ci terrei anche a sottolineare il modo in cui roberto saviano ti coinvolge con il suo racconto, la sua voglia di indagare, di andare fino in fondo. Concludendo dico che il suo libro mi ha dato la forza di andare avanti, di non mollare mai, e di pensare che le cose possono cambiare, e io come napoletano lo spero sinceramente. forza roberto, sei tutti noi!!!!!!!!!!!!!!!!!
scritto da Alessandro alle ore 16:55
29.03.2007
Ciao Roberto S.ho letto il tuo libro nel giro di 7gg e mi ha devastato...davvero l' immaginazione non arriva a ciò che è la realtà!!!! Mentre leggevo le tue parole trovavano sfogo e risposte anche i miei pensieri e la rabbia che provo dentro anche io; capivo a fondo condividendo la tua sensazione di fuoco e veleno, rabbia e malinconia,furore e delusione che si sente alla bocca dello stomaco e raggiunge la bocca e il cervello mentre guardi,pensi,vivi la tua città.6 CORAGGIOSO E FOLLE,DELUSO MA NON VINTO...TU SAI ED HAI LE PROVE...e le condividi con noi,con me, che so ma non ho prove, so perchè così va la vita,ma non conoscevo le sue strade ulteriori, conoscevo solo ciò che galleggia sull' acqua, ma ciò che si trova nelle sue profondità e delle bestie che la abitano non ne avevo che il sentore. Da sempre porto con me la consapevolezza che dietro al perbenismo che ci mostrano ostentando, c'è depravazione,sangue e corruzione e il tuo libro mi ha dato prova di tutto questo.Non ne sono felice, ma ti ringrazio perchè se le cose non si conoscono non si possono riconoscere e contrastare.Non rinunciare a mostrare la vera faccia della realtà perchè ci riesci, perchè ne hai le prove, perchè la vivi e la senti nella tua carne e nella tua anima e perchè leggendo il tuo stupendo libro si capisce che è anche di più.6 davvero bravo. Grazie Roberto.
scritto da Mena alle ore 17:02
29.03.2007
...oggi ho incontrato l'autore Roberto Saviano da vicino...un incontro organizzato dalla scuola...è stata una bella sensazione vedere lì seduto,l'autore del libro bellissimo.Io purtroppo ho letto solo due cap ma mi sono piaciuti tanto e mi sono appassionato.Avrei preferito avere un tuo autografo sul libro,quando lo stavi facendo anche ad altri,ma va beh la pros volta!Spero che al prox incontro verrò di nuovo...Grazie per aver scritto questo libro...speriamo che faccia capire qualcosa alla camorra...Non ce la facciamo più a vivere in un mondo da schifo,invivibile...grazie ancora e buona fortuna in tutto e ricorda che qualunque cosa succeda ,a spero che non succeda mai,non tutti ti staremo per sempre accanto...non dimenticarlo mai,starrai per sempre nei notri cuori!!Tanti saluti da Antony.
scritto da Antony alle ore 14:12
20.03.2007
Ho letto il tuo libro e devo dire che ci vorrebbero piu' persone come te nel mondo. Grazie del libro:) Straordinario
scritto da Lucia alle ore 19:47
20.03.2007
Sei un uomo coraggioso e hai un'arma terribile e delicata tra le mani, usala senza pietà.
scritto da ormus alle ore 16:24
18.03.2007
Ho letto il tuo libro e mi si sono spalancate le risposte a mille mie domande.Quando avevo 5 anni mio padre venne a lavorare ad Aversa e poichè era media borghesia con un piccolo gruzzolo pensò di comperare qualcosa a Casal di Principe e l'unico amico che aveva, cacciatore come lui,un maresciallo gli disse( nel lontano 1937):"Signor Minelli, mi dia retta, non comperi terreni qui perchè se lei pianta cipolle qui nascono delinquenti". Mi dispiace ricordare questa parole,ma mi avevano impressionato allora e me le ricordo ancora adesso.Minelli
scritto da Annarita Minelli alle ore 21:55
07.03.2007
Interessante l'intervista, complimenti. Il libro l'ho letto d'un fiato e alla fine mi sentivo sfiduciata ed impotente. Vivo nel Sud e i nostri problemi sembrano senza fine. Saviano è un uomo coraggioso, magari ce ne fossero di più come lui...
scritto da Patti alle ore 21:13
07.03.2007
sono un napoletano di 38 anni trapiantato a parma da 10 anni.ho appena finito di leggere "Gomorra".Non sono rimasto sconvolto più di tanto, è una realtà che conosco e dalla quale sono scappato.ma mi sono sentito in colpa, un vigliacco.non ho fatto mai niente per denunciare lo schifo che opprime la mia città, sono scappato perchè nel mio settore (edilizia) spazio per uno che pensa in maniera legale non c'è ne è!sono semplicemente scappato.nel libro di roberto, soprattutto quando parla di don Diana, emerge forte l'idea che con le parole si possa provare a cambiare le cose, e quel capitolo spiega (secondo me) le vere motivazioni che hanno spinto roberto a scrivere gomorra. io sono uno di quelli che non ne ha avuto il coraggio,ripeto ancora che ho solo avuto la forza di scappare.è un altro modo per farli vincere, loro vogliono che tutti quelli che pensano che la legalità sia un diritto e un dovere di ogni cittadino, devono andare via,possono far pensare gli altri e non è cosa buona e giusta.
scritto da CLEMENTE alle ore 18:02
06.03.2007
E’ chiaro a tutti che i mass media divulgano notizie filtrate, per questo mi fido un po’ più dei libri. Il mio percorso filo politico italiano è iniziato con “Romanzo Criminale” di De Cataldo, per poi proseguire con “Ragazzi di Malavita” di Bianconi, fino ad arrivare al “Libro nero della Prima Repubblica” di Di Giovacchino Rita, ho letto anche il libro di Giovanni Falcone “Cose di Cosa Nostra”, ma mai mi sono sentita così scoraggiata e senza possibilità di “salvezza” come dopo aver letto “Gomorra” di Roberto Saviano. Mi sono decisa a scrivere queste due righe, non solo per ringraziare Roberto del coraggio dimostrato facendo in modo di farci aprire ancora di più gli occhi, ma il motivo per cui sto scrivendo è soprattutto uno, vorrei che questo libro fosse adottato da TUTTE LE SCUOLE ITALIANE come LIBRO DI TESTO, per non rendere vano il gesto di Roberto. Solo la cultura, l’informazione può contrastare, almeno tentare di contrastare le associazioni a delinquere, questa è una cosa che so anche grazie all’impegno di mia zia nell’associazione Libera di Don Ciotti. Come ti hanno scritto tante altre persone: <>. Grazie Roberto.
scritto da Gloria alle ore 15:12
03.03.2007
... Caro Roberto, appongo questo commento ringraziando principalmente il portale nel quale è pubblicata la tua intervista di questa opportunità. Sicuramente, non hai fatto altro col tuo scritto che menzionare i vari meccanismi coi quali il flagello della camorra si è insinuato all'interno del tessuto sociale campano, assorbendone e fagocitandone la linfa vitale della dignità degli abitanti, ai quali talvolta non è rimasto altro che accettare passivamente le regole che mano mano venivano loro imposte... Ho letto il tuo libro vari mesi or sono e devo dire che ne sono rimasto colpito... per i motivi che mi appresto a spiegarti... Essendo un appartenente alle Forze dell'Ordine , ed avendo lavorato in Sicilia, non ho mai avuto possibilità di poter tastare il terreno campano, se non per "chiacchiere" riferite da altri colleghi... angherie, sopprusi, sopraffazioni... Ma in tutto questo ho sempre avuto una mia filosofia, scusami, ma molto più rabbiosa della tua che più in là ti esporrò senza veli, non voglio essere ora molto prolisso. Il disagio procuratomi nel legere il tuo libro si è insinuato quando nelle liste dei comuni sciolti per infiltrazione camorristica c'era un paesino, nel quale sono nato e dal quale sono stato allontanato ancora in erba... S. Tammaro in provincia di Caserta. Ho passato il periodo delle mie ferie a chiedere, ad informarmi con parenti, amici conoscenti, per avere se non conferma di quanto hai scritto quantomeno traccia di alcune delle tematiche da te descritte... Bhè... non sei stato smentito in nulla... voci, i cosidetti "venti di chiacchiere del popolo", che da brusìo diventa vociare e da questi infine si è levato un urlo nella stessa direzione... Non sopporto l'arroganza e neanche la mancanza di dignità, ma per certi versi vedere un paesino di poche anime al centro di dispute feroci e senza esclusione di colpi lascia senza parole... per tutto il marcio che c'è dietro... Ti scrivo non come una persona che vuole farti i complimenti per come è scritto il lbro, ma con l'ammirazione di chi finalmente ha visto nelle tue righe " La fotografia dei prepotenti con le brache in mano e le chiappe di fuori"... almeno stavolta... Ma il cammino è lungo, e scorre in virtù del disagio sociale che in quei luoghi crea nuove leve per i vari clan... La verità è che tu, voce ad di fuori del coro, hai focalizzato il vero e proprio problema... L'inadeguatezza dell'informazione... a tutti i livelli, nazionale per la stampa, televisivo e sopratutto mediatico... Ma lo sai che per avere notizie sui processi delle oprazioni "Spartacus" sono dovuto andate su vari portali e fare opera di " bricollage" ... da non credere... e pensare che i processi di Palermo talvolta sono in prima pagina... con meno imputati... Hai menzionato l'aereoporto di Grazzanise... da ragazzo per andare al mare a Mondragone o Castel volturno mi era d'obbligo passarci... Bhè altro che cemento dei casalesi, avverrà l'apoteosi... Nel tuo libro descrivi anche gli operai che la domenica sera, provenienti dalla calabria, venivano presi dai furgoni alla stazione centrale di Napoli... Bhè mettiti il venerdì pomeriggio sulla "Bretella " di Roma direzione da Firenze verso Napoli... vedrai... sembra di vedere i cancelli della Mirafiori di Torino... In ultimo... poco dopo avere finito di leggere il "MANOSCRITTO" (perdonami ma per me lo è) ascoltavo i commenti della massima autorità dello stato che descriveva lo scenario... DELLA SUA BELLA NAPOLI..." Lasciam perdere... userò una tua frase che rubo con licenza immediata... che paroloni che dice... MA IO SO'... un abbraccio ed... a rileggerti presto... cmq sappi non sei solo... mai.
scritto da salvatore alle ore 16:36
27.02.2007
Roberto, che il tuo libro sia il segnale che scardini gli ochhi di coloro i quali vedono senza osservare...Libro dilagante e disarmante
scritto da gianluca alle ore 22:37
19.02.2007
io penso che la cosa peggiore in quasi tutti i casi è che la politica le istituzioni la forza dell'ordine ci sono dentro fino al collo e quindi è anche rischioso e da rabbia non poter esprimere liberalmente un giudizio denunciare qualcosa o qualcuno perchè non si è abbastanza tutelati...la verà omertà è colpa della non protezione
scritto da ale alle ore 18:55
19.02.2007
Ho letto il libro di Saviano in solo tre giorni....tre giorni d'interminabile e acuta labirintite. Non credevo potesse esistere l'inimmaginabile, non credevo potesse essere cosi' forte lo sconcerto che scuote la coscienza sin dal profondo delle sue recondite fondamenta svegliandola d'improvviso come una zarfata d'acqua gelida sul corpo che fa rabbrividire ogni centimetro della pelle. Non credevo potesse essere l'Assurdo l'unica legge che governa il mondo.Non credevo di aver vissuto per 20 anni immersa in una realta' che pensavo mi sfiorasse soltanto marginalmente senza coglierne la sua malefica essenza ramificata non solo nelle cosiddette “leggi del mercato” ma anche in quelle contraddittorie del cuore umano.Non credevo che L'ostentazione della forza e del potere esercitata da coloro che persi nel loro delirio di onnipotenza, pensano di poter plasmare il mondo decidendo della vita e della morte di qualsiasi cosa fosse nient'altro che pura manifestazione dell'umana paura. Non credevo che L'incapacita' di meritare rispetto senza bisogno di derubare,intimorire,piegare,distruggere,avvelenare,uccidere, potesse spingere ad ottenerlo nel modo piu' meschino:Lesinandolo.Gli appartenenti al cosiddetto “Sistema” non uomini di rispetto ma Mendicanti,non forza ma unicamente Debolezza la loro. Non voglio credere che la Verita' sia afona,ci sara' sempre una voce,anzi piu' voci capaci di levarsi dal coro del silenzio per squarciarlo col potere della parola pronunciata e non sussurrata che fa tremare e non solo sorridere. “Maledetti bastardi,sono ancora vivo” Grazie Roberto.
scritto da Lorenza alle ore 17:56
18.02.2007
Caro Roberto,ti ringrazio per il tuo libro,ma vorrei farti un invito ti prego puoi scrivere sulla politica corotta Italiana,da sinistra a destra.
scritto da lino alle ore 22:48
06.02.2007
Il libro l'ha comprato prima mio padre. Che ha lavorato una vita intera massacrandosi nelle banche a Napoli, Salerno, Nocera. Ora sto divorandolo incurante dell'ora tarda. Io e Roberto abbiamo la stessa età. Ma Roberto mi pare assai più grande. Ora che comincio a fare meno fatica e riesco a scrollarmi di dosso l'obsoleta polvere di ciò che le lobby ti imprimono sul corpo serrandoti gli occhi..ora temo per l'irreversibilità. Ma ho cuore vivo ed occhi finalmente spalancati. La provincia inghiotte. Grazie Roberto.
scritto da Stefano alle ore 10:12
05.02.2007
Viaggiavo in treno da Potenza a Roma, Gomorra ancora non letto ma usato, piegato, la faccia di Roberto nella foto in ultima di copertina piena di graffi e le parole del mio compagno: devi leggerlo, devi. Sullo sfondo, lungo la costa, i container, impilati come lego, con le scritte in bella vista e io a chiedermi, chissà cosa sono, a che servono. La risposta era nella mia borsa, in un libro che ho letto e amato molto. Un libro che tutti dovrebbero leggere. Certe cose non si conoscono, se non ti inciampano addosso non si notano mai. Anche se sei una donna di quasi trent'anni che ha studiato, che legge, che lavora nel sociale. Grazie Roberto. Grazie perchè non sapevo e adesso so. La differenza tra prima e dopo non cambierà la storia, ma almeno la mia prospettiva. Per il mondo è poco, per me tantissimo. Vadano bene i premi letterari, i soldi, la fama. Se hanno qualche senso, poi. Basta che che tu non ti chiuda e che continui a farci sapere. Spero che tu legga le mie parole. Spero che a tanti, come a me, sia venuta la voglia di farti sapere quanto ci ha fatto bene il tuo libro. In bocca al lupo, difendi con coraggio la tua testa e i tuoi duecentocinquant'anni. Di cuore
scritto da mariangela alle ore 16:54
30.01.2007
finalmente un vero intellettuale. ...vivi sempre fino in fondo non ti perdere mai... sancho
scritto da sancho alle ore 15:56
21.01.2007
Tutti questi commenti mi fanno tristezza. Concordo solo con Veronica. "Viva Roberto!", "Robbè, sei troppo bravo" e simile porcherie mi fanno vomitare. Veronica ha già fornito una perfetta discrezione del buon Saviano (contro il quale non ho niente, sia chiaro), non mi sento di aggiungere altro. Mi soffermo,però, su "Gente nostra". Gente nostra non è solo. Gente nostra sono io, è Napoli, è il sud, siete voi, siamo noi. La gente nostra è schiava dei potenti, la gente nostra sale sul carro dei vincitori, la gente nostra ha paura di reagire, la gente nostra si accontenta di ciò che ha (nulla), la gente nostra abbassa lo sguardo col prepotente e fa la voce grossa col più debole, la gente nostra non vede, non sente e non parla, la gente nostra si lamenta ma non alza un dito per cambiare la cose, la gente nostra si indigna se gli si sbatte in faccia la verità, la gente nostra chiacchiera ma non agisce mai (si vedano i tristissimi interventi fatti in questa sede. Roba che manco gli sproloqui da demagogo della domenica di costanziana memoria), la gente nostra ha perso. Abbiamo perso, avete perso, ho perso. Hanno perso tutti. Mi sento di dissentire con Veronica solo sul punto finale: io concordo con Saviano, sai? A causa delle "gente nostra" le cose non cambieranno MAI. Ricordatevi che 'ste persone sono come noi, vivono grazie a noi, si nutrono del nostro silenzio, della nostra paura, della nostra indifferenza, dei nostri occhi chiusi, della nostra RASSEGNAZIONE, della nostra mediocrità. Riflettete prima di scrivere certe oscenità e siate sinceri ed onesti come ha fatto il tipo che si è firmato gente nostra: "Gente nostra" siamo tutti noi. Saluti.
scritto da Saddy alle ore 20:17
21.01.2007
Ho letto il libro di Saviano, ho cercato anche un contatto diretto con l'autore tuttavia per mia incapacità o per motivi di sicurezza dello stesso non mi è stato possibile trovarlo. La mia vuole essere una considerazione critica, su un libro che sicuramente ho molto apprezzato e, per la capacità dell'autore nel rendere mirabilmente concetti che non sempre le parole possono facilmente esprimere e, nel coraggio col quale ha "studiato" un fenomeno difronte al quale moltissimi preferiscono mettere "la testa sotto la sabbia". Tuttavia, devo anche dire che oggi Roberto Saviano mi da l'immagine del giovane narratore che indossati gli abiti del paladino ha voluto denunciare qualcosa di cui tutti, non in maniera così dettagliata, ma quanto meno per grosse linee conoscono e ne hanno consapevolezza. A dire il vero non capisco a questo punto perchè continuiamo a vivere in questo mondo, dato che oggi non c'è, non esiste nessun posto dove possiamo sentirci al sicuro, io vorrei combattere con Saviano, ma oggi vorrei capire quali armi imbraccia l'autore, forse quelle della fama? quella della vittoria di premi letterari? quella della vendita di innumerevoli testi e di esorbitanti guadagni? e questo è stato semplicemente il suo contributo ad una Napoli e alla Campania da sempre terra non solo di camorra, ma di poesia e di grandi uomini che l'hanno saputa rendere speciale? Io sono con Saviano, lo sono per me ma, molto più per i miei figli... non temo la morte perchè è una tappa inevitabile della vita, ma temo il finto coraggio, di chi mi ha dato l'impressione di voler creare un modo apparentemente pulito di far soldi. Tanti professionisti di cui mi vanto di far parte, non accondiscendono a compromessi, non sono servi del potere di alcun potere... ma scelgono nell'anonimato di portare avanti dignitosamente ogni giorno la propria vita, e non sempre cadono in un'assurda solitudine.... Combattere il "sistema" è fondamentale, ma dire che la nostra terra non è altro che questo non è onesto! Prendere coscienza di quello che ci circonda è fondamentale, ma non si può lasciare il lettore nello sconforto, pensando che la vita è solo questo e nient'altro di diverso da questo!!!! Per ora mi fermo ma mi aspetto una piccola risposta che mi aiuti a capire quanto forse non sono stata in grado di cogliere da un libro che in ogni caso per la qualità letteraria ho sicuramente apprezzato.
scritto da Veronica alle ore 19:51
09.01.2007
A Gente nostra siete monnezza,perdenti ridicoli schiavi dei soldi voi i falliti in grado di far qualcosa solo con la violenza e che ci vuole a fare quello che fate voi cammorristi il vero coraggio è vivere onestamente.
scritto da viva Roberto Saviano per sempre alle ore 17:12
31.12.2006
roberto non ci speranza ma in me vive ancora
scritto da stefano alle ore 15:40
25.12.2006
Molto bene Saviano.Ho letto il libro e sono sicuro che ha il pregio di spiegare anche a chi si trova lontano da quella realtà(e non parlo solo di chi abita a Milano ma di chi vive magari nel "quartiere bene" vicino a quelli raccontati da Saviano!)che cosa accade in una terra che ha bisogno di nuove energie e non di esercito, o di polizia e carabinieri presenti già nel territorio in numero maggiore anche all'intero contingente inviato in Libano!!nuova energia significa cultura del Bene,della legalità: iniziare dalle scuole, continuare con le ististuzioni: colpire laddove la Camorra è forte: l'economia.Tutto il resto è solo pubblicità...per i media...
scritto da Fabrizio alle ore 20:03
23.12.2006
sto leggendo il libro in questi girni...è davvero strordianrio,semplice,pulito,uno stile da cronaca ma con dei picchi di emozione che ti lasciano senza fiato..a fissare il muro e a riflettere..frasi a volte brevissime ma che colpiscono,che gridano tutta la loro rabbia,la loro voglia di descrivere una realtà che troppe volte è stata coperta da chili di luoghi comuni..a volte ho cercato di seguire dei dibattiti..ma vi ho trovato solo tante parole..prive di senso..e con tanta ipocrsia..finalmente ci sto capendo qualcosa e sto provando tanto schifo..ma nn per il raggazzino di quindicianni che fa le rapine tutti i sabati,ma per tutto quello che ci gira intorno..per tutti quelli che del ragazzino se ne fregano..può anche morire..uno in meno tanto loro continueranno a riempirsi la bocca di belle parole..per poi sfoggiarle nelle occasioni migliori..durante quelle sagre televisive di diplomazia,eufemismi,ignoranza e quel po' di finta compassione-preoccupazione che rende la ricetta davvero perfetta. Sara..16annni.
scritto da sara alle ore 14:24
21.11.2006
tutto ciò dovrebbe far arrossire i sigg.ri politicanti... non, vengano a raccontarci che l' hanno saputo dal SAVIANO!
scritto da vaggio1 alle ore 21:54
27.10.2006
per gente nostra: cammorrista cammorrista cammorrista cammorista cammorrista cammorrista. Ma non esserne fiero...miettete scuorno e piangi piangi fino a disidratarti perchè sei un fallito!
scritto da Marco Kratos alle ore 22:56
17.10.2006
caro roberto,grazie per il tuo coraggio.insegno al liceo scientifico di afragola,zona che tu ben conosci e ho inserito nel progetto di dipartimento di lettere del triennio la lettura di "gomorra". i ragazzi lo stanno leggendo e commentando con passione,ma sarebbe bellissimo se potessero parlarne con te di persona al liceo.ti aspettiamo speranzosi.ti renderai conto che non sei più solo.affettuosi saluti.adele
scritto da adele vitale alle ore 23:49
16.10.2006
Forza Roberto!!!Sei l'esempio da seguire per tutte le persone ONESTE(in particolare i giovani)della Campania!!Per Gente Nostra sei il prototipo del giovane "ignorante" a cui tolgono i diritti e nemmeno sapeva di averli!
scritto da Massimo alle ore 20:33
16.10.2006
a Gente Nostra: siete voi che ve ne dovete andare. la gente di napoli non ne può più di persone come te, camorristi affaristi vigliacchi. la morte è il meglio che vi si possa augurare, feccia come voi intossica il mondo. Saviano non è un eroe. E' solo un uomo intelligente e onesto, come ce ne sono molti a napoli. E'stato solo coraggioso a dire quello che vedeva. prendiamo tutti quanti esempio. Forza Roberto!
scritto da zazz alle ore 13:05
14.10.2006
Forza Michele, ti sono vicino.Continua cosi'.Io vivevo in Campania proprio in quelle zone di cui parli nel libro e per lavorare me ne sono dovuto andare in Emilia Romagna!
scritto da Angelo alle ore 20:03
13.10.2006
Questo mezzo maniaco deve essere ucciso per il suo libro contro la gente di Napoli. La nostra carissima sindaco Jervolino si e' gia espressa come noi la pensiamo. La gente di Napoli deve obbedire alle leggi del territorio, Bassolino e Jervolino lo hanno capito e si trovano bene. Gli stiamo vicino e come vedete sono decenni che regnano il nostro territorio. Se non vi piace Napoli allora andatevene e fate venire ad abitare altra gente che si adegua.
scritto da Gente Nostra alle ore 17:26
22.09.2006
Saviano mi ha rovinato l'estate. E intere giornate. Ma mi ha regalato uno sguardo sulle cose rarissimo. Grazie.
scritto da Carla alle ore 10:12
16.09.2006
il libro dell'anno - e non solo.
scritto da diderot alle ore 00:09
10.09.2006
Finalmente un libro chiaro che ci apre gli occhi in modo corretto sulla vera realta' napoletana
scritto da Luciano alle ore 00:06
01.09.2006
Ho comprato Gomorra all'aereoporto e me lo sono portato in Spagna e in Portogallo. Ebbene il mio viaggio è diventato una sorta di ricerca (meta)fisica dei luoghi descritti nel suo libro.. Per chi scrive: il libro dell'anno. Grazie Roberto.
scritto da t. alle ore 14:15
28.08.2006
Saviano credo ad oggi sia lo scrittore più forte che ci sia in circolazione. Nessuno ha il suo coraggio e la sua penna. Bella l'intervista...
scritto da Paolo alle ore 23:31


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