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Intervista a Roberto Saviano.
da Amlo
I libri sono importanti. Adesso, poi, che si pubblicano una vrancata di libri di merda, sono importantissimi. Adesso, poi, che i giornali scrivono solo di femmine e di vini da seicento euro la butteglia, sono ancora più importanti. Gomorra è un libro come se ne trovano pochi, un libro che spiega cos'è Napoli, che ti fa capire che Napoli è davvero il salotto del sud, ma ci stanno seduti comodi comodi i camorristi. Quella che segue è l'intervistina che mi ha rilasciato l'autore, Roberto Saviano (di fianco, nella foto di Piero Pompili). Leggetevela e compratevi il libro.
1) Pensi che il tuo libro possa aiutare a capire, almeno un po', la realtà napoletana e campana?
Credo che Gomorra possa essere un utensile, in grado di scardinare una cappa dacciaio calata sul nostro paese che ha smesso di raccontarsi. Non ci crederai ma non volevo raccontare Napoli né la Campania. Volevo raccontare il mio tempo. La condizione umana. Il turbocapitalismo. Volevo mostrare che la certezza di morte che hanno i giovani di camorra come cifra del nostro tempo. La morte non come rischio del mestiere ma come parte vincente di un percorso breve, brevissimo dove ha valore solo ogni possibile profitto ed ogni impedimento ad esseo è male, fallimento, merda. Tutto questo partendo dalle mie zone, da Secondigliano da Casal di Principe, dallinferno delle faide, dai loro investimenti in Scozia e a Taiwan. Insomma per strana magia, portare il lettore ad avere desiderio di vedere, vivere le terre infami che descrivo non come morbosa curiosità ma come unico modo per fissare in viso senza mediazioni lo sguardo del proprio tempo. Come scriveva Michael Herr: Vietnam Vietnam ci siamo stati tutti. Io con il mio libro ripeto: Scampia, Casal di Principe, ci siamo stati tutti.
continua...
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pubblicato
alle ore 12:06
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Scrivi qualcosa di giornalismo
di jtm

Immagine di Tintin tratta da: http://www.oberle.org/tintin/perso-tintin1.gif
Congo Democratico. Un paese grande sette volte la superficie dell'Italia, che si sta preparando ad affrontare elezioni libere (almeno così si sperava) dopo quarant'anni di regimi totalitari, conclusi nella guerra. Ci voleva un Sanva per sintetizzare: "grande parsimonia di elezioni.. Frutto di un recente soggiorno (due settimane) di un giornalista per conto del Corriere della Sera, il reportage è collocato nella rubrica Attualità del Magazine del giovedi N° 24, del 15 giugno. Copre in tutto otto pagine: cinque di fotografie e tre di testo. Ma perché quel reportage è riuscito a mettere a dura prova persino un bloger notoriamente sobrio nelle reazioni ?continua...
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pubblicato
alle ore 00:53
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Intervista al fondatore del 'Partito dei Pirati'
A qualche mese dalle elezioni, in Svezia nasce il Partito dei Pirati, unico caso in tutta Europa. Ma cos'è, perchè nasce e quali sono i suoi obiettivi?
Tutte le risposte nell'intervista realizzata da Federico Mello per Generazione Idrogeno.
Rickard Falkvinge, fondatore del Partito dei Pirati. Da chi è composto il PIRATPARTAIT?
Nel Piratparitet abbiamo molti militanti giovani, ragazzi nati negli anni 70 e 80. I leader, invece, un po' più grandi, sono persone che conoscono a fondo, e dall'interno, il mondo delle aziende informatiche. continua...
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pubblicato
alle ore 14:32
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La squadra di Prodi
Perchè non c'è Violante? E perchè non ci sono più donne? E perchè....
Non potevano non esserci i mugugni. E' fisiologico che chi non c'è s'arrabbi ma, tutto sommato, la squadra di governo messa in piedi da Romano Prodi è una buona squadra, una "vera squadra" come sostiene lo stesso Prodi. Anch'io mi aspettavo qualche nome diverso e una logica diversa ma con i se e con i ma non si va avanti. Non resta che attendere e vedere il governo all'opera. Un governo che non deve fare "un pò meglio" del governo di Silvio Berlusconi. Deve volare alto.
Un governo riformatore che non vuol dire "moderato". continua...
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pubblicato
alle ore 19:05
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Meglio tardi che mai
Ho appena telefonato a Carlo Petrini. "Come stai? La salute?" "Oggi meglio, ieri ho ricominciato la chemio ed è sempre un po' dura, però oggi meglio". "Senti, ti chiamo solo per farci una chiacchierata, non è un'altra intervista", gli ho detto, "volevo solo chiederti se sei soddisfatto; ora tutti cominceranno a considerare le cose che dici da anni da un altro punto di vista, ti daranno tutti ragione, ti inviteranno tutti. Magari è una soddisfazione amara, ma pur sempre una soddisfazione...." continua...
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pubblicato
alle ore 23:58
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Benvenuti a Moggiopoli

di Oliviero Beha
Ebbene sì, più passano i giorni e gli avvisi di garanzia e più pare appropriato rifarsi a Tangentopoli per capire il sisma calcistico. Potremmo chiamarla Piedi puliti, ma a parte la mancanza di fantasia, sono costretto a ricordare qui che la formula uscì già nel 93, quando in risalto cubitale le cronache avevano il caso Lentini, quel galantuomo di Borsano, i fondi neri del pallone ecc. Tutto dimenticato? Naturalmente, per vivere bene - dicono i saggi - ci vuole cattiva memoria e buona salute. Ma insomma, già allepoca da Mani pulite al pallone il passo era stato breve. E senza esito, a quanto pare. E infatti che lesito di Tangentopoli sia complessivamente lItalia di oggi, extracalcistica e intracalcistica, fa rabbrividire, ne convengo. Ma è colpa dei giudici, è sempre colpa dei giudici? Nel paragone tra quella Tangentopoli, di Mario Chiesa, Craxi ecc. ma anche di Di Pietro, Borrelli ecc., e questa Tangentopoli rotonda, il riferimento ai giudici e alla giustizia sembra indispensabile, per notare le differenze e cercare di diradare la polvere. continua...
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alle ore 11:09
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L'assassino e il maggiordomo
Nella letteratura gialla di una volta, quando cerano ancora, e diffusi, i maggiordomi, con la formula lassassino è il maggiordomo si intendeva sintetizzare che il colpevole era proprio quello più probabile, più vicino alla vittima. Ma non era esattamente un complimento, per un noir, un poliziesco, un film, un libro, unopera di qualche suspence. Che cosa devono aver pensato tra ieri pomeriggio e ieri sera gli appassionati di calcio o anche solo gli italiani vagamente e rotondamente coinvolti, apprendendo che dopo meno di 8 la Juventus era in vantaggio di tre gol a Siena, in una partita denominata decisiva per lo scudetto (della Juve) e assai influente per la non-retrocessione(del Siena)? Che la Juventus si era svegliata dai torpori primaverili delle ultime settimane? Certo. Che i giocatori del Siena avevano pagato il prezzo della timidezza cromatica nei confronti di bianconeri proprio come loro, ma molto più titolati? Sicuro. Che se uno vuole attentare alla regolarità del campionato non lo fa in questo modo, modello maggiordomo, ridondante per i più, eccessivo per tutti? Qui si apre la discussione. continua...
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pubblicato
alle ore 12:35
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Forza, Palermo, forza!
di Cuntrablog
Giorno importante per Palermo, per la Sicilia e - mi pare di poter dire senza retorica - per lItalia. Il comitato Addiopizzo ha presentato la prima lista di commercianti e imprenditori che dichiarano pubblicamente di non pagare il pizzo alla mafia. Ne parlano in pochi, di questo progetto, forse perché se prende piede è un progetto destinato a contrastare la mafia con grandissima efficacia su uno dei terreni a lei storicamente congeniale, ossia quello del controllo del territorio tramite limposizione di questa tassa periodica che va sotto il nome di pizzo. Il comitato ha anche stilato una lista di cittadini che altrettanto pubblicamente dichiarano che compreranno in questi negozi, si rivolgeranno a questi commercianti e imprenditori, in modo da non diventare complici - a volte magari inconsapevoli - delle fortune economiche della mafia. Il tutto per dare origine a un circolo virtuoso che metta fuori gioco la mafia, che convinca cittadini e commercianti che vivere senza la mafia si può. Così, senza tanti proclami, con inventiva e progettualità, tenacia e coraggio, vanno avanti quelli di Addiopizzo. Sosteniamoli, anche se non viviamo a Palermo o in Sicilia.
La lista dei primi 106 esercizi che non pagano il pizzo (fonte: addiopizzo.org) continua...
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pubblicato
alle ore 10:10
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I telegiornali nella palude
Il lunedì dellAngelo senza giornali vuol dire, per linformazione, ancora più tv e radio. Da elezioni politiche che da importanti sono diventate giorno dopo giorno assolutamente vitali, è già passata una settimana. Se ieri uno qualunque di noi si fosse messo in ascolto radiotelevisivo pur attentissimo, avrebbe avuto dei dubbi sullesito di queste elezioni. Non avrebbe saputo, insomma, che cè un vincitore e uno sconfitto. Il che è grave non tanto e non solo per il vincitore, ma per il paese, il suo presente ed il suo futuro. Dico cose banali e letterali perché quello che sta succedendo rischia di uccidere sia le metafore che limmaginazione. Ce lavesse raccontato uno sceneggiatore, non gli avremmo creduto. continua...
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pubblicato
alle ore 15:09
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Provenzano, il giorno dopo. La fine di una vergogna italiana.
Bene, il boss dei boss è stato catturato. Si alternano sensazioni di contentezza per loperato della procura e delle forze dellordine ad altre sensazioni più scomode, in cui questi quarantatre anni di latitanza pesano comunque come un macigno.
Alcune considerazioni:
1) Cosa succederà adesso.
Come ogni volta in cui viene catturato un capo, si apre la corsa per la successione. Lipotesi più plausibile è che i sostituti di Provenzano siano pronti già da tempo a prenderne il posto.
2) Un colpo decisivo per Cosa nostra
Alcuni politici si sono affrettati a dichiarare che Cosa nostra ha ricevuto un colpo decisivo. Di decisivo, a parer mio, in questo arresto non cé proprio nulla. Lo sarebbe stato, forse, se Provenzano fosse stato catturato prima delle stragi del 92. Ma le stragi ci sono state, la reazione dello Stato anche, pur se tardiva, e poi Cosa nostra ha avuto tutto il tempo di riorganizzarsi e diventare di nuovo forte. In questo contesto non credo che la mancanza di Provenzano determini la fine del sodalizio mafioso. continua...
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pubblicato
alle ore 10:23
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Gli italiani all'estero non sono tutti fascisti
La classe politica di sinistra, ma appieno anche l'opinione pubblica di sinistra, deve fare una profonda autocritica su vent'anni di pregiudizi e snobismo verso i cittadini italiani residenti all'estero e deve dare loro delle scuse frutto di tale autocritica. Oggi, non solo il voto degli italiani all'estero risulta decisivo, ma ribalta perfino il risultato del senato. Per come il centrosinistra ha trattato gli italiani allestero in questi anni ed ha continuato a trattarli durante tutta questa campagna elettorale, siamo di fronte ad un vero miracolo.
Ancora durante tutta la campagna elettorale -ma la storia dura da decenni- lopinione pubblica di sinistra ha continuato ad offendere senza conoscere i cittadini italiani allestero. Troppi a sinistra hanno discriminato tra italiano ed italiano sulla base del luogo di residenza. Chiunque ha sentito ripetere fino alla nausea pregiudizi ai limiti della xenofobia: gli italiani allestero non conoscerebbero e non sarebbero interessati allItalia, sarebbero tutti fascisti e tutti succubi dellattivismo del repubblichino Mirco Tremaglia. Un centrosinistra indolente ha dato ai cittadini italiani allestero limpressione di essere benvoluti a destra e mal sopportati a sinistra. Si è impegnato poco o nulla nella campagna e perfino nella scelta dei candidati si è dimostrato insensibile alla vita politica locale scegliendo a volte candidati che si oppongono ai governi di sinistra del posto. continua...
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pubblicato
alle ore 12:53
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Intervista a Lech Walesa, un combattente per la libertà

Proseguiamo con questa intervista a Lech Walesa (Biografia - Foto) il nostro viaggio nei paesi che formavano fino al 1989 il cosiddetto "Patto di Varsavia".
Rispetto alla mia precedente intervista con lex premier ucraino Yulia Tymoshenko ci sono alcune differenze sostanziali. Prima di tutto, una minore attenzione a problemi di natura squisitamente geopolitica ed economica. Di particolare rilievo è la componente etico religiosa che ha informato linsieme dellazione sociale e politica di Lech Walesa a partire dalla sua esperienza di leader di Solidarnosc. Fra laltro non può passare sotto silenzio il senso cristiano della speranza come base di operatività per ogni buon cristiano. Infine, un diffuso senso di moderazione che reputo molto positivo poiché solo avendo questa forma mentis si riesce a sviluppare un coerente management dei profondi e diacronici cambiamenti in atto. continua...
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pubblicato
alle ore 10:50
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Carlo Petrini, il Dio Pallone, il Diavolo e altre storie
Venerdì 31 marzo sono andato a Lucca, a casa di Carlo Petrini, per intervistarlo. Carlo Petrini è stato calciatore professionista negli anni 70, ha vestito la maglia di Lecce, Genoa, Torino, Catanzaro, Varese, Milan, Ternana, Roma, Verona, Cesena, Bologna. Nell'80 viene travolto dallo scandalo del calcio-scommesse e una pesante squalifica pone praticamente fine alla sua carriera. Il suo primo libro, l'autobiografico Nel fango del Dio Pallone, scoperchia la pentola dell'ipocrisia sul dorato mondo del calcio. Da testimone diretto dei fatti Petrini parla di doping e abuso di farmaci, di scommesse, retroscena, sfrenatezze, corruzione, soldi in nero, raccontando tutto quello che «nel calcio si fa ma non si deve dire». Petrini da allora diventa un caso, un personaggio scomodo, da evitare. continua...
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pubblicato
alle ore 13:24
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E che cazzo
Ora, io lo so che siamo diventati tutti quanti più buoni, che siamo ironici e autoironici, pammoreddìo. Però, caro popolo di sinistra che ti dichiari orgoglioso (squisitamente, intellettualmente orgoglioso) di essere coglione, permettimi di ricordarti che dove sono cresciuto io, se dai del coglione a qualcuno, che so, in un circoletto di videopoker, quando esci manco tua mamma ti riconosce più. E anche negli ambienti più scic, come minimo ti tocca un a te e a soreta.
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pubblicato
alle ore 10:04
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Scuole sempre piu' insicure

Solo 1 scuola su 4 ha il certificato di prevenzione incendi; 2 su 3 hanno la certificazione statica e igienica; 1 istituto su 4 non ha la porta antincendi, mentre la scala di sicurezza ce lha solo 1 scuola su 2.
Le scuole italiane sono malate. Il dato allarmante è contenuto nel consueto dossier Ecosistema scuola relativo al 2006.
Solo 1 scuola su 4 ha il certificato di prevenzione incendi; 2 su 3 hanno la certificazione statica e igienica; 1 istituto su 4 non ha la porta antincendi, mentre la scala di sicurezza ce lha solo 1 scuola su 2.
Come dire: la sicurezza è un optional più che un obbligo.
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pubblicato
alle ore 13:16
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| Globber a tempo piu o meno pieno: |
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Zoro (per info contattate
lui scrivendo qui),
Aghenor, Amlo, Antonio Sofi, AranciaTV, Attalea,
BobBlake, Cici, Claudio Fava, Daniele Mezzana, Delta di Venere, Dr.Tarr, Druuna, Edoardo Baraldi, Edo4All, Enrico Brizzi, Finestraio, Francesca Mazzucato, Fricat, Gennaro Carotenuto, Giamaica, Girodivite, Gordon T., Jtm, Lady Stardust, Lo, Low Res, Luca Incarnati, Masomeh, Oliviero Beha, Pfall, PProserpina, Tittyna, Profeta, Slug, Wile, Wu Ming, Zeno
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